| AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE
CENTRALE NORMATIVA E CONTENZIOSO - CIRCOLARE N.
91 DEL 18.10.2001 - SOPPRESSIONE DELL'IMPOSTA
SULLE SUCCESSIONI E DONAZIONI - PRIMI CHIARIMENTI.
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE
POLITICHE SOCIALI - DECRETO 12 luglio 2001.
PENSIONE: A CHI SPETTA L'AUMENTO
DISABILITA', NUOVA CLASSIFICAZIONE
DELLA OMS
AGEVOLAZIONI NEL PAGAMENTO DEL CANONE
DI ABBONAMENTO AL SERVIZIO TELEFONICO
PROPOSTE RIGUARDANTI GLI INVALIDI
CIVILI PRESENTATE DALLA ANMIC AL NUOVO GOVERNO
TEMPO LIBERO E ATTIVITA' SPORTIVE
SOSTA DI AUTOVEICOLI MUNITI DI
CONTRASSEGNO SPECIALE IN AREE SOGGETTE A
TARIFFAZIONE
AVVISO DI
SELEZIONE PROGETTO ALFORM
DL_30_SETT_2005
AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE
CENTRALE NORMATIVA E CONTENZIOSO
CIRCOLARE N. 91 DEL 18.10.2001
SOPPRESSIONE DELL'IMPOSTA SULLE SUCCESSIONI E
DONAZIONI
PRIMI CHIARIMENTI.
La presente circolare contiene i primi
chiarimenti riferiti alla modifica del regime
fiscale dei trasferimenti a titolo gratuito
conseguenti a successioni per causa di morte e
atti di donazione effettuata dal D.D.L. approvato
dal Parlamento il 10.10.2001.
Il provvedimento ha lo scopo di semplificare gli
adempimenti a carico del contribuente e di
istituire un regime favorevole per i
trasferimenti in cui il vincolo di parentela tra
dante causa e beneficiario è più stretto.
L'art. 13 del succitato provvedimento prevede la
totale soppressione dell'imposta per le
successioni. L'imposta è abolita anche per le
donazioni e altre liberalità a favore del
coniuge, dei parenti in linea retta ovvero degli
altri parenti entro il quarto grado, nonché in
tutti i casi in cui il valore della quota non
superi i 350.000.000.= di lire.
Per quanto riguarda le donazioni l'esclusione
dell'imposta è subordinata al grado di parentela
e all'importo che non deve essere superiore a
lire 350.000.000.=.
MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
DECRETO 12 luglio 2001.
Ripartizione del fondo nazionale per il
diritto al lavoro dei disabili.
IL DIRETTORE GENERALE PER L'IMPIEGO - Div. III
Visto l'art. 13, comma 4, della legge 12 marzo
1999, n. 68, che istituisce il Fondo per il
diritto al lavoro dei disabili, con apposita
dotazione finanziaria, pari a lire 40 miliardi
per l'anno 1999 e a 60 miliardi a decorrere
dall'anno 2000, ai sensi del citato art. 13,
comma 6;
Visto l'art. 4, comma 1, del decreto 13 gennaio
2000, n. 91, del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale, di concerto con il Ministro
del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, che delinea la procedura finalizzata
alla ripartizione delle risorse del Fondo alle
regioni;
Visto, altresì l'art. 5 del citato decreto n. 91,
recante i criteri per la ripartizione delle
risorse del Fondo, con i quali il Ministero opera
nell'esame dei dati e delle informazioni sulle
iniziative regionali in materia di inserimento
lavorativo dei disabili e dei risultati
concretamente conseguiti, illustrati nella
relazione presentata dalle regioni ai sensi
dell'art. 4, comma 1, nonché delle ulteriori
informazioni acquisite anche direttamente presso
le regioni stesse;
Considerato che l'analisi dei risultati
conseguiti nell'anno 2000 ha evidenziato le
innegabili difficoltà operative di molte regioni
dovute all'assestamento del nuovo sistema
decentrato dei servizi per l'impiego e
all'applicazione ancora sperimentale della nuova
disciplina dell'inserimento lavorativo dei
disabili e che, pertanto, si è concordato con le
regioni medesime, nelle riunioni tenutesi il 19
aprile e il 7 giugno 2001, di correggere il
prevalente parametro qualitativo distribuendo
quota parte dell'intero importo, pari a lire 60
miliardi per l'anno 2001, in base agli indicatori
automatici utilizzati per la ripartizione dello
scorso anno;
| Regioni |
Totale |
| Valle
d'Aosta |
575.949.101 |
| Piemonte |
4.455.553.699 |
| Liguria |
2.638.725.218 |
| Lombardia |
10.063.533.608 |
| Prov.
autonoma Trento |
1.167.712.726 |
| Prov.
autonoma Bolzano |
710.023.746 |
| Friuli
Venezia Giulia |
1.283.260.077 |
| Veneto
|
10.671.254.026 |
| Emilia-Romagna
|
6.373.891.483 |
| Toscana |
4.611.836.075 |
| Marche |
2.980.006.494 |
| Umbria |
649.888.141 |
| Lazio |
5.927.252.089 |
| Campania |
1.942.458.392 |
| Abruzzo |
1.017.251.819 |
Molise
|
177.358.597 |
| Puglia |
1.625.338.099 |
| Basilicata
|
393.779.762) |
| Calabria |
671.950.805 |
| Sicilia |
1.548.801.180 |
| Sardegna |
514.174.863 |
| TOTALE |
60.000.000.000 |
Tenuto conto, altresì, delle disposizioni di cui
agli art. 4, comma 1, e 5, comma 1, del citato
decreto n. 91, che, per gli anni successivi al
2000, impongono di considerare, ai fini della
ripartizione, l'entità e l'efficacia delle
iniziative poste in essere da ciascuna regione
destinate all'inserimento lavorativo dei disabili
secondo le priorità stabilite nell'art. 6 del
predetto decreto;
Ritenuto pertanto di destinare il 70 per cento
della somma disponibile in base al numero dei
lavoratori effettivamente inseriti nel circuito
lavorativo in ciascuna regione nell'ambito di
particolari programmi di inserimento presentati
nell'anno 2000 e assunti al predetto titolo
attraverso la stipula di convenzioni e per i
quali il datore di lavoro ha ottenuto il
beneficio della fiscalizzazione, totale o
parziale, degli oneri contributivi, ai sensi
dell'art. 13, comma 1 della legge n. 68, nonché
di ripartire il rimanente 30 per cento
dell'importo complessivo secondo gli indicatori
definiti nella ripartizione dell'anno2000,
tenendo conto della popolazione residente in
ciascuna regione e del rapporto tra il numero dei
lavoratori disabili disponibili e quello dei
lavoratori non occupati;
Considerato che per talune regioni, in mancanza
della comunicazione delle informazioni inserite
nella relazione annuale, da trasmettere entro il
30 novembre dell'anno 2000, ai sensi dell'art. 4,
comma 1 del decreto n. 91, termine più volte
prorogato fino al 3 luglio 2001, si è provveduto
ad attribuire unicamente il 30 per cento
dell'intera somma, secondo il criterio matematico
sopra illustrato, non potendosi altrimenti
valutare lo stato delle iniziative e i risultati
conseguiti;
Tenuto conto, nelle suddette fattispecie, delle
somme già assegnate alle stesse regioni lo
scorso anno e non spese per le menzionate finalità;
Sentiti i rappresentanti delle regioni e delle
province, riuniti nei tavoli tecnici per l'esame
e la valutazione della proposta di ripartizione
avanzata dal Ministero del lavoro e delle
politiche sociali in data 7 giugno 2001;
Decreta;
Art. 1.
1. Il Fondo per il diritto al lavoro dei
disabili, pari a lire 60 miliardi per l'anno 2001,
è ripartito tra le regioni secondo l'elenco
allegato (tabella1), che forma parte integrante
del presenta decreto.
Il presente decreto sarà trasmesso per il visto
e la registrazione all'Ufficio centrale del
bilancio.
Roma, 12 luglio 2001.
Il direttore generale: CARLA'
PENSIONE: A CHI SPETTA L'AUMENTO
L'articolo 38 della legge finanziaria 28
dicembre 2001, n. 448, prevede aumenti
pensionistici, fino a raggiungere l'importo
complessivo di lire 1.000.000 mensili (516,46
euro) in favore dei soggetti disagiati, di età
pari o superiore a 70 anni, tra cui gli invalidi
civili, ciechi civili e sordomuti titolari di
pensione sociale o di assegno sociale, cioè gli
invalidi che, già titolari di pensione di
invalidità, sono stati trasferiti alla gestione
INPS al compimento del 65°anno di età e che ora
hanno raggiunto il 70° ano di età.
Lo stesso aumento è previsto in favore degli
invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e
sordomuti di età pari o superiore a 60 anni,
titolari di pensione.
I suddetti aumenti potranno essere concessi, con
decorrenza 1° gennaio 2002, alle seguenti
condizioni reddituali:
1. che il beneficiario non possieda redditi
propri per un importo superiore a lire 13 milioni
annue (6.713,98 euro);
2. il beneficiario non possieda, se coniugato e
non effettivamente e legalmente separato, redditi
propri per un importo superiore a lire 13 milioni
annue (6.713,98 euro), né redditi, cumulati con
quelli del coniuge, per un importo superiore a
lire 13 milioni incrementati dell'importo annuo
dell'assegno sociale, cioè per un importo annuo
complessivo superiore a lire 21.824.450 (11.271,39
euro).
Tra i redditi non si considera quello relativo
alla casa di abitazione.
Gli aumenti sono corrisposti in misura tale da
non comportare un superamento dei limiti
reddituali (individuale e cumulativo) sopra
indicati.
La legge non precisa se per gli invalidi civili,
ciechi civili e sordomuti si applicano i criteri
previsti per la concessione delle loro pensioni,
se cioè si considerano, ai fini del
raggiungimento dei limiti suddetti ,i soli
redditi assoggettati all' IRPEF o se si
considerano anche i redditi esenti da tale
imposta. Ma, in assenza di precisazioni, è
prevedibile che verrà adottata l'interpretazione
più restrittiva, a danno degli invalidi.
Comunque, pur con quest'ultima restrizione, gli
aumenti previsti dalla finanziaria sono
accoglibili con soddisfazione.
Non accoglibile è invece l'esclusione degli
invalidi non aventi il requisito anagrafico
indicato (60 anni se si tratta di invalidi civili
totali, di cieco civile assoluto o di sordomuto;
70 anni se si tratta di invalidi civili totali o
parziali, di ciechi civili assoluti o parziali o
di sordomuti, in godimento di pensione sociale o
di assegno sociale) e ciò pone un problema di
gravissima sperequazione, che nessun motivo può
giustificare.
Per questa ragione in data 20 novembre 2001
l'ANMIC aveva interessato il Presidente della
FAND di rendersi promotore di un emendamento che
prevedesse per gli invalidi la soppressione del
limite di età (60 anni o 70 anni) e l'esclusione
dei redditi esenti.
L'ANMIC non si illudeva che l'estensione a tutti
gli invalidi potesse ottenersi dando a tutti
l'incremento a un milione, ma riteneva, e ritiene
tuttora, che sul piano della ragionevolezza e
dell'equità, fosse meglio concedere (sia pure
con gradualità, nella misura determinata dalle
disponibilità finanziarie), un minore aumento a
tutti piuttosto che un aumento maggiore a pochi.
E c'è da chiedersi quale giustificazione potremo
dare agli invalidi che, trovandosi nelle stesse
condizioni di quelli che sono stati favoriti, si
vedono esclusi da qualsiasi beneficio.
Ci sarà quindi una gravissima frattura tra gli
invalidi ultrasessantenni o settantenni, che si
vedranno aumentare la pensione a un milione al
mese, e tutti gli altri invalidi che rimarranno
con la misera pensione di lire 423.365.
E' inoltre da considerare che dal 1° gennaio
2002 decorranno i seguenti altri benefici:
- aumento da lire 97.000 a lire 215.730 mensili
dell'indennità speciale prevista per i ciechi
civili parziali (legge 3 aprile 2001, n. 131),
- detrazione, ai fini IRPEF, delle spese
sostenute per i servizi di interpretariato dai
sordomuti (art. 2 dell'ultima legge finanziaria).
Nessun beneficio ha invece ottenuto la categoria
degli invalidi civili.
DISABILITA', NUOVA CLASSIFICAZIONE
DELLA OMS
ROMA - L'Oms, Organizzazione mondiale della
sanità, si pronuncia ancora una volta sui
criteri di classificazione internazionale della
disabilità e dell'handicap.
Le nuove linee guida, denominate anche ICF (International
classification of functioning, disability and
health) presentate oggi in anteprima durante il
Seminario nazionale organizzato dall'Anmic, sono
state accettate da 191 Stati come standard per la
descrizione e per la misurazione della salute e
della disabilità.
Il documento dell'Oms dimostra che è cambiata la
percezione della disabilità, che non è più
vista soltanto come un problema che coinvolge un
limitato gruppo di persone nel mondo,
identificabili secondo criteri visibili: la sedia
a ruote o un handicap fisico.
La condizione di disabilità, ed è questa la
novità della nuova classificazione, è sempre più
legata oltre che alle condizioni di salute anche
alle condizioni socio-ambientali e alle
potenzialità di inserimento (da non confondere
più con il termine obsoleto di "capacità
residuali").
L'ICF prende in esame gli aspetti sociali della
disabilità e fornisce un meccanismo per
documentare l'impatto dell'ambiente sociale e
fisico sulla qualità della vita della persona.
Per esempio, se un soggetto disabile ha difficoltà
a lavorare in un determinato edificio perché
questo non è accessibile, l'ICF individua gli
interventi da realizzare affinché il luogo di
lavoro sia adeguato alle esigenze della persona
con handicap e non viceversa. Come dire, non è
accettabile l'ipotesi che sia il lavoratore a
rinunciare all'impiego se non esistono le
condizioni di accessibilità a permetterlo.
Ancora, le malattie sono poste sullo stesso
piano, senza distinguerle in base alle condizioni
che le hanno causate. Una persona può non essere
in grado di lavorare per un raffreddore ma anche
per una depressione. Questo approccio neutrale
pone i disturbi mentali alla pari di malattie
fisiche, contribuendo al riconoscimento dei
disturbi depressivi come causa principale
mondiale della perdita di anni della vita umana.
L'ICF è il risultato di un lavoro durato sete
anni e del coinvolgimento di 65 Stati. Sono stati
condotti rigorosi studi scientifici per far si
che esso sia applicabile senza distinzioni di
cultura, età e sesso, in modo da raccogliere
dati sempre più affidabili e confrontabili
sull'evoluzione della salute
delle persone e delle popolazioni.
AGEVOLAZIONI NEL PAGAMENTO DEL
CANONE DI ABBONAMENTO AL SERVIZIO TELEFONICO
Con circolare ANMIC n. 726 del 3 novembre 2000
è stato comunicato che con delibera dell'Autorità
per le garanzie nelle comunicazioni in data 1°
giugno 2000 è stata prevista una riduzione pari
al 50% del canone mensile di abbonamento al
servizio telefonico di categoria "B" in
favore delle persone che presentino particolari
condizioni di disagio economico e sociale e cioè
che posseggano entrambi i seguenti requisiti:
- requisito sociale: appartenere ad un nucleo
familiare all'interno del quale vi sia una
persona titolare di pensione di invalidità
civile o di pensione sociale, o un anziano al di
sopra dei 75 anni di età, oppure in cui il
capofamiglia risulti disoccupato;
- requisito economico: disporre di un valore
dell'indicatore della situazione economica
equivalente (ISEE) relativo al nucleo familiare
di appartenenza non superiore a 6.713,94 euro
annui (pari a lire 13.000.000). L'attestato ISEE
contenente il valore dell'indicatore della
situazione economica equivalente deve essere
richiesto, attraverso la presentazione della
dichiarazione sostitutiva unica, presso i centri
di assistenza fiscale, i Comuni e le sedi
territoriali dell'I.N.P.S.
Solo ora, esperita la procedura prevista, la
Telecom ha potuto dare attuazione alla suddetta
delibera, precisando che l'agevolazione avrà
decorrenza dal 1° dicembre 2001.
La nota esplicativa della predetta Società e il
modulo che gli interessati, trovantisi nelle
condizioni previste, dovranno compilare e
trasmettere, a mezzo di raccomandata,
all'indirizzo della sede Telecom Italia indicato
sulla bolletta, unitamente alla documentazione
elencata nella nota stessa, comprovante il
possesso dei requisiti richiesti, può essere
richiesta presso tutte le sedi ANMIC d'Italia.
PROPOSTE RIGUARDANTI GLI INVALIDI
CIVILI PRESENTATE DALLA ANMIC AL NUOVO GOVERNO
1. Adeguamento delle misure delle pensioni
degli invalidi civili (totali e parziali) alle
misure delle pensioni minime INPS.
2. Equiparazione del limite massimo di reddito
per il diritto a pensione degli invalidi parziali
al limite reddituale previsto per gli invalidi
totali (come stabilito per i ciechi civili).
3. Aumento dell'indennità di accompagnamento
degli invalidi civili non deambulanti o non
autosufficienti, portandola alla misura
dell'analoga indennità prevista per i ciechi
civili assoluti.
4. Abrogazione della norma che prevede la
sospensione dell'indennità di accompagnamento in
caso di ricovero gratuito in struttura pubblica (considerato
che anche durante il ricovero l'invalido ha
necessità dell'assistenza personale, che nella
generalità dei casi è fornita da un familiare).
TEMPO LIBERO E ATTIVITA' SPORTIVE
Tra i vari argomenti facenti parte della
"mozione conclusiva dei lavori del IX
Congresso Nazionale ANMIC", si è fatto
cenno all'importanza dello sviluppo del settore
che riguarda lo sport ed il tempo libero.
Poiché il settore è stato negli ultimi tempi
trascurato, e poiché il suo rilancio rientra
nella nuova politica che l'Associazione intende
perseguire nel prossimo futuro quale possibilità
di aggregazione e di socializzazione fra i soci,
sei invitato a segnalare alla anmicveneto@libero.it
le iniziative che si intendono intraprendere per
lo sviluppo dell'attività sportiva nell'ambito
della tua provincia di appartenenza..
SOSTA DI AUTOVEICOLI MUNITI DI
CONTRASSEGNO SPECIALE IN AREE SOGGETTE A
TARIFFAZIONE
Il regolamento sulla circolazione stradale
stabilisce che nelle aree soggette a tariffazione
per la sosta degli autoveicoli (strisce blu) un
certo numero di posti è riservato agli invalidi
civili titolari di contrassegno.
Come è noto, spesso accade che tali posti sono
occupati da altri individui o addirittura da
persone non provviste di contrassegno speciale.
Sulla questione la ANMIC ha interessato il
competente Ministero dei Lavori Pubblici, che si
è espresso nel senso che le norme del codice
della strada e quelle successive contenute nel d.P.R.
24 luglio 1996, n.503, sono intese a facilitare
la mobilità dei disabili, per cui vanno
interpretate e applicate in loro favore.
Conseguentemente, il Ministero ritiene che i
disabili i quali utilizzano uno stallo di sosta
diverso da quelli loro riservati non debbano
pagare la tariffa prevista per la generalità
degli utenti. Ciò tanto più che gli stalli sono
di per sé più stretti e quindi rendono più
difficoltosa l'entrata e l'uscita del veicolo.
AVVISO DI SELEZIONE
PROGETTO ALFORM
Legge Regionale 11/2003
Il Progetto ALFORM rappresenta un approccio
metodologico di erogazione di Alta Formazione
volto a sviluppare il tessuto sociale ed
economico regionale tramite una politica dellinnovazione
tecnologica fondata su processi di concertazione
e di trasferimento con le imprese, i centri di
ricerca e di innovazione tecnologica (art. 1,
comma 1, L. 11/2003) ed attraverso la
collaborazione tra imprese, università, centri
di ricerca ricomprendenti lambito
internazionale (art. 1, comma 2, alinea b) e d),
ibidem).
Il presente avviso fa riferimento:
-
alla Legge Regionale 11/2003 Disciplina
generale in materia di innovazione, Articolo 12,
Progetti di formazione di ricercatori e tecnici
di ricerca;
-
allAvviso, approvato dalla Giunta Regionale
con delibera n. 3538 dd 14/11/2003, con il quale
la Regione Friuli Venezia Giulia ha avviato la
procedura per lindividuazione di un
soggetto e lapprovazione di un progetto
finalizzato alla costituzione di un centro di
riferimento di eccellenza per lalta
formazione a favore degli operatori della ricerca
e dellinnovazione;
-
alla direttrice impartita dalla Regione FVG
Direzione Centrale Lavoro, Formazione,
Università e Ricerca con nota dd. 8 marzo 2005,
la quale -rispetto alla richiamata legge- si pone
come disposto regolamentare;
-
alla convenzione che la Regione Friuli Venezia
Giulia ha stipulato in data 22 giugno 2005 con lATS,
relativamente alla costituzione di un centro di
riferimento di eccellenza per lalta
formazione a favore degli operatori della ricerca
e dellinnovazione Progetto ALFORM -
.
DESTINATARI DEL PROGETTO ALFORM
Il Progetto ALFORM si rivolge, con il presente
avviso, a disoccupati neolaureati presso le
Università italiane, a disoccupati neo laureati
provenienti da Università dellarea
balcanica Slovenia, Croazia, SerbiaMontenegro,
Macedonia, Bosnia, Albania, Bulgaria, Romania,
Ungheria nei limiti sotto indicati
e ad occupati laureati o diplomati.
IN RIFERIMENTO
al progetto ALFORM e, in particolare, alle
attività previste nel primo anno e finalizzate
alla creazione di profili di esperti dei processi
di innovazione in linea con le attuali esigenze
del mondo produttivo, il piano formativo
sequenziale proposto comprende quattro fasi
distinte e prevede corsi ed attività
selezionabili entro vincoli predefiniti.
La
formazione avviene per gradi ed il passaggio al
livello successivo è subordinato al superamento
del modulo precedente. In estrema sintesi il
percorso risulta così strutturato:
- GENERAL
SKILLS: la fase di acquisizione delle
competenze generali prevede la
partecipazione a 2 corsi di base al fine
di omogeneizzare le competenze per tutti
gli allievi. Il primo corso è inerente
alla INNOVAZIONE NELL'ICT, il secondo
invece alla GESTIONE DELL'INNOVAZIONE
DELLE ORGANIZZAZIONI COMPLESSE. Entrambi
i corsi, ciascuno della durata di 100
ore, sono organizzati in sub-moduli
complementari l'uno all'altro.
- AREA
SKILLS: questa fase, successiva alla
fase di omogeneizzazione delle
competenze, della durata complessiva di
350 ore, prevede l'acquisizione da parte
degli utenti delle competenze specifiche
e si struttura in quattro cluster tra i
quali l'allievo dovrà sceglierne uno.
Per il primo anno di ALFORM i cluster
individuati sono:
1.
MOBILE E SEDIA
2.
LOGISTICA E TRASPORTI
3.
BIO-NANO TECNOLOGIE E SERVIZI DI SANITA' AVANZATA
4.
NAVALMECCANICA E SUB FORNITURA.
- Nella terza fase
gli allievi saranno indirizzati a
partecipare all'attività di FORMAZIONE
PER IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO o
all'attività di MENTORING.
Ciascuno dei percorsi ha la durata di 100
ore ed è finalizzato al trasferimento
degli allievi dalla fase formativa "d'aula"
alla Work Experience.
- La quarta fase
prevede una WORK
EXPERIENCE della durata di 6 mesi
nella quale si favorirà l'inserimento
degli allievi in strutture dedicate o in
aziende.
Nel caso degli utenti neolaureati-disoccupati la
fase in aula comprenderà per intero la fase
GENERAL SKILLS, uno dei cluster della fase AREA
SKILLS e uno dei due percorsi previsti nella
terza fase.
Per quanto riguarda lutenza occupata, al
contrario, sarà a discrezione del singolo utente
disegnare il proprio percorso formativo,
indicando i singoli moduli e scegliendoli tra
quelli offerti nelle GENERAL SKILLS e nelle AREA
SKILLS.
LAssociazione Temporanea di Scopo (A.T.S.),
composta dallUniversità degli Studi di
Trieste Capofila -, lUniversità
degli Studi di Udine, S.I.S.S.A., AGEMONT
Agenzia per lo Sviluppo della Montagna s.p.a. -,
BIC Sviluppo Italia Friuli Venezia Giulia,
Confindustria Friuli Venezia Giulia, Consorzio
ARPA, Consorzio di Pordenone per la formazione
superiore, gli studi universitari e la ricerca,
ENAIP Friuli Venezia Giulia, Integra s.r.l.
BANDISCE
Una selezione fino al
raggiungimento del numero minimo di allievi:
a) 40 partecipanti
neolaureati disoccupati (di questi, almeno il 15
% neolaureati provenienti da Paesi dellarea
balcanica, Slovenia, Croazia, Serbia
Montenegro, Macedonia, Bosnia, Albania, Bulgaria,
Romania, Ungheria); in aggiunta potranno
partecipare alle attività in aula ulteriori 20
neolaureati disoccupati in qualità di uditori.
b) 50 partecipanti
occupati, diplomati o laureati,
per la partecipazione al
corso di Alta Formazione a favore degli operatori
della ricerca e della innovazione chiamato ALFORM.
1.
Informazioni, termine e modalità per la
presentazione della domanda
Termine
per la presentazione delle candidature: 12 agosto
2005
Le informazioni relative allavviso saranno
pubblicizzate a mezzo stampa oltre che sul sito
del progetto www.alform.org
Copia integrale dellavviso e ulteriori
informazioni sono disponibili:
-
sul sito Internet: www.alform.org
-
ai seguenti indirizzi:
Università degli Studi di Trieste
Ripartizione Fondo Sociale Europeo
Piazzale Europa n. 1
34127 Trieste
Tel. 040/5582568 5587679
fax 040/5582569
e-mail: infocorsi@alform.org
Università degli Studi
di Udine
Ufficio Tirocini e Job
Placement
Viale Ungheria 22
33100 Udine
Tel. 0432 556723
fax 0432 292662
e-mail: ufficio.tirocini@amm.uniud.it
S.I.S.S.A. - Scuola
Internazionale Superiore di Studi Avanzati
Via Beirut n°4
34100, Trieste
Tel. 040 3787468
ENAIP Friuli Venezia
Giulia
Via Leonardo da Vinci 27
33037, Pasian di Prato (UD)
Tel. 0432 693611
Fax 0432 690686
e-mail: orientamento@enaip.fvg.it
(Nicola Gaiarin)
via dellIndustria 12
33028, Tolmezzo
Tel. 0433 41077
Fax 0433469852
e-mail: m.decolle@enaip.fvg.it
(Marina De Colle)
via Pasch 83
33084, Cordenons (PN)
Tel. 0434 580790
Fax 0434 580797
e-mail: n.fadel@enaip.fvg.it
(Nicola Fadel)
via Brigata Pavia 25
34170, Gorizia
Tel. 0481 538804
Fax 0481 538838
e-mail: m.bottaz@enaip.fvg.it
(Michela Bottaz)
Via dell'Istria n° 57
34137, Trieste
Tel. 040 3788888
Fax 040 7606184
e-mail: t.paciotta@enaip.fvg.it
(Tiziana Paciotta)
BIC - Sviluppo Italia
Friuli Venezia Giulia S.p.A.
Via Flavia n° 23/1
34148, Trieste
Tel: 040 89921
Fax. 040 8992257
e-mail: info@sviluppoitaliafvg.it
CONFINDUSTRIA Friuli
Venezia Giulia
Piazza Alberto e Kathleen Casali n°1
34134, Trieste
Tel.: 040 364524
e-mail: info@confindustria.fvg.it
INTEGRA S.r.l.
Via Follatolo 12
34100, Trieste
Tel. 040 384324
Fax 040 8321967
e-mail: info@integratech.it
CONSORZIO ARPA
Via Pondares n° 5
34100 Trieste
Tel. 040/3480086
Fax 040/3473929
e-mail: formazione@arpaweb.it
Agenzia per lo Sviluppo
Economico della Montagna - AGEMONT S.p.A.
Via J. Linussio n° 1
33020 Amaro (UD)
Tel. 0433 486111
e-mail: agemont@agemont.it
Consorzio di Pordenone
per la Formazione Superiore, gli Studi
Universitari e la Ricerca
Via Prasecco n° 3/a
33170 Pordenone
Tel. 0434 523072
e-mail: info@consunivpn.it
Per poter essere ammessi al
Progetto ALFORM, gli interessati devono essere in
possesso dei requisiti indicati dal bando ed
inoltrare domanda di ammissione per via
informatica tramite il sito del progetto ALFORM, www.alform.org
entro e non oltre il 12 agosto 2005.
Entro il medesimo termine
la domanda dovrà essere perfezionata con linvio
o la presentazione in cartaceo di:
1) domanda di
ammissione debitamente sottoscritta;
2) documentazione
aggiuntiva indicata sul sito di riferimento,
debitamente sottoscritta;
3) fotocopia di
documento di identità.
Per la presentazione o
spedizione in cartaceo farà fede il timbro di
ricevimento apposto dallufficio sotto
indicato a cui il materiale dovrà PERVENIRE
entro il termine sopra indicato:
A.T.S. ALFORM
c/o Università degli Studi di Trieste
Ripartizione Fondo Sociale Europeo
Piazzale Europa n. 1
34127 Trieste
Non saranno prese in considerazione, e
comporteranno quindi l'esclusione, le domande non
conformi alla modulistica allegata e quelle prive
della documentazione richiesta.
Si informa che la comunicazione da parte del
candidato dei dati richiesti per accedere alle
selezioni oggetto del presente avviso è
obbligatoria ai fini del corretto espletamento da
parte dellA.T.S. della procedura di
valutazione della candidatura e che il loro
eventuale mancato conferimento comporterà lesclusione
del candidato dalla procedura stessa.
Ai sensi di quanto previsto dallart. 10
della legge 675/96 e successive modifiche e
integrazioni si informa che i dati personali dei
candidati verranno utilizzati solo ed
esclusivamente nellambito di quei
trattamenti, automatizzati o cartacei,
strettamente necessari allespletamento
delle attività necessarie alla gestione dellattività
formativa prevista.
Il trattamento di detti dati sarà improntato ai
principi di correttezza, liceità e trasparenza e
nel rispetto delle norme di sicurezza.
Detti dati potranno essere comunicati o diffusi
ad altri soggetti sempre e comunque con
riferimento ad attività svolte nellambito
del Progetto ALFORM.
Il candidato potrà rivolgersi allA.T.S.
ALFORM per far valere i suoi diritti così come
previsti dallart. 13 della legge 675/96 e
successive modifiche e integrazioni.
2.
Modalità di selezione, procedure di valutazione,
pubblicazione delle graduatorie
La valutazione delle candidature sarà effettuata
da una Commissione appositamente costituita e
nominata dal Direttore di Progetto.
Il Progetto ALFORM persegue lobiettivo di
garantire pari opportunità a uomini e donne per
laccesso alle agevolazioni finanziarie
oggetto del presente bando, in linea con le
direttive comunitarie. Durante la fase di
selezione si cercherà inoltre di favorire la
partecipazione femminile allattività di
formazione, ove compatibile con le candidature
presentate.
Le domande ammissibili saranno inserite in
apposite graduatorie, con levidenziazione
dei nominativi ammessi a partecipare al progetto
ALFORM. Le graduatorie saranno pubblicate sul
sito web dedicato al progetto.
Allievi disoccupati:
Per quanto concerne gli allievi disoccupati, verrà
stilata una graduatoria comprendente fino a n. 20
nominativi per ciascun cluster: di questi, i
primi 10 saranno ammessi e potranno regolarmente
fruire della borsa di studio per il periodo
in aula e per quello di work
experience da svolgersi in azienda; dall11o
al 15o saranno iscritti in qualità di
uditori al percorso formativo in
aula e potranno essere iscritti a pieno
titolo (potendo a quel punto fruire anche della
borsa di studio) in caso di rinuncia da parte dei
primi in graduatoria; gli ultimi 5 potranno
infine partecipare in qualità di uditori
o di titolari in caso di ritiri/
rinunce avvenuti nel corso del primo mese delle
attività formative (art. 33 c. 2,3,4 del
Regolamento Norme per lattuazione del
POR dellOb. 3) .
I titoli valutabili sono i seguenti:
-
il tipo di laurea del candidato (definita di
concerto e su indicazione dei referenti di
ciascun cluster);
-
il voto di laurea;
-
lordine cronologico di ricezione delle
domande di ammissione (la data della domanda di
ammissione compilata on line, qualora
perfezionata, verrà considerata valida quale
data di invio della propria candidatura ai fini
della graduatoria finale);
-
gli anni impiegati per il conseguimento del
titolo di laurea rispetto alla durata della
stessa;
-
la conoscenza della lingua inglese (tramite
autocertificazione del livello di conoscenza
della lingua);
-
la conoscenza della lingua italiana per i
candidati stranieri (tramite autocertificazione
del livello di conoscenza della lingua);
-
altro (conoscenza certificata di lingue
straniere, esperienze di studio o lavorative allestero
- Erasmus o altro -, altre esperienze di studio o
lavorative non curriculari, ecc.).
E ammessa la candidatura anche da parte dei
laureandi che prevedono di laurearsi nella
sessione di ottobre dellanno accademico
2004-2005 i quali, ove si verifichi la
disponibilità di posti, potranno accedere ai
percorsi formativi in qualità di titolari o
uditori, fatto salvo leffettivo
conseguimento del titolo di laurea.
Allievi occupati:
Per quanto concerne gli allievi occupati, si
valuterà:
-
la continuità dello status di occupazione
determinata da un contratto di lavoro a tempo
indeterminato o da unesperienza lavorativa
antecedente la data di scadenza dellavviso
di almeno 1 anno, se il candidato è laureato; di
almeno 3 anni, se diplomato;
-
la documentata esperienza nel settore del
percorso formativo personalizzato scelto.
La
Commissione determinerà, prima di aver preso
visione delle domande presentate, i criteri per
la valutazione delle stesse, nonché gli
eventuali punteggi minimi per lidoneità
finale.
Lesito della valutazione e la relativa
graduatoria saranno sottoposte allapprovazione
del Comitato di Direzione del Progetto ALFORM.
Il risultato definitivo della valutazione sarà
reso noto sul sito del progetto www.alform.org
Trieste, lì 27 giugno 2005
IL
DIRETTORE DEL PROGETTO
Prof.
Gianni Sava
Allegati:
1)
modello di domanda;
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